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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE E AI COLLEGHI

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE E AI COLLEGHI

CONFRONTO CANDIDATI ELEZIONI CNDCEC E DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DE NUCCIO LA CORRETTEZZA E IL RISPETTO DELLE ISTITUZIONI DA PARTE DI ANC

 

Roma, 5 marzo 2026

Caro Presidente, Care Colleghe e Colleghi,
abbiamo letto le dichiarazioni del Presidente del CNDCEC Elbano de Nuccio, rilasciate attraverso l’utilizzo di canali istituzionali (Rivista Press https://press-magazine.it/precisazione-del-presidente-de-nuccio-sul-presunto-confronto-del-10-marzo-promosso-da-anc/), in merito al confronto pubblico proposto dall’Associazione Nazionale Commercialisti per il 10 marzo con i candidati presidenti alle prossime elezioni

Dobbiamo segnalare che le parole del Presidente sono improprie, sia nella sostanza che nella forma, ragione per la quale ANC ritiene doveroso un intervento di chiarezza da condividere con la Categoria.

Nel suo intervento, il Presidente del nostro organismo nazionale richiama “coerenza, rispetto e senso delle Istituzioni,” smentendo tuttavia tali principi nei fatti e nei comportamenti adottati.

Affermare che un invito ad un evento è una “notifica d’atto” è, evidentemente, una forzatura strumentale, necessaria a costruire una narrazione difensiva.

In qualunque organizzazione, anche negli Ordini, quando si propone un dibattito, si indicano data, ora e luogo come base logistica. Non si tratta di un’imposizione ma di un punto di partenza organizzativo.

Se l’intento del Presidente fosse stato davvero quello di favorire il confronto, la risposta, corretta, istituzionale, lineare e leale, sarebbe stata semplicissima: “Il 10 marzo non posso. Propongo il 12, il 14 o il 18.” Invece non ha indicato alcuna alternativa e ha preferito trasformare una proposta in un caso, e un caso in un attacco.

Se il problema era l’agenda, perché non proporre un’altra data?

Il punto non è se il 10 marzo il Presidente fosse impegnato: il punto è che si è scelto di non fare l’unica cosa che avrebbe dimostrato disponibilità reale, cioè proporre delle alternative per fare in modo di partecipare all’evento proposto.

Il passaggio più grave è insinuare che l’ANC non sia imparziale perché critica nei confronti del Consiglio Nazionale, avendo mantenuto, a dire del Presidente, “una linea costante di critica e contrapposizione” e per questo venire anche tacciata di essere “incoerente”, per aver contestato alcune iniziative del CNDCEC ed aver oggi promosso, nel pieno della campagna elettorale per il rinnovo degli organi nazionali, un’iniziativa di confronto e dialogo tra le due liste che partecipano alla competizione.

Queste affermazioni, caro Presidente, non sono frutto di una riflessione istituzionale ma un chiaro tentativo di delegittimare chi pone domande forse scomode per chi governa, ma di grande interesse per i Colleghi.

In democrazia, e ancor più in un Ordine professionale, la critica è fisiologica, necessaria e legittima, rappresentando un importante presidio di correttezza.

Presidente, parlare di “garanzie di imparzialità” in un dibattito pubblico tra Colleghi, senza, peraltro, averle mai chieste all’organizzatore, appare più un pretesto per non sottoporsi al confronto che una reale esigenza. Si tratta pur sempre di un dialogo fra Colleghi!

Ma se davvero la preoccupazione avesse riguardato il format, sarebbe stato sufficiente avanzare richieste precise sul moderatore, sui tempi concessi ad entrambi i partecipanti, finanche domande condivise, e sicuramente avremmo trovato una regolamentazione soddisfacente.
Invece, non sono state chieste regole, ci si è limitati a lanciare sospetti di non imparzialità. Un comportamento, questo, che alimenta tensione e sottrae trasparenza alla Categoria.

Un ultimo elemento di metodo: invece di risolvere la questione con un confronto diretto e operativo (una telefonata, una proposta di date, una bozza di format), il Presidente ha scelto la via più comoda: la dichiarazione pubblica che sposta il tema dal merito all’immagine.

Così si crea un racconto: “mi hanno imposto, non sono imparziali, io rispetto le Istituzioni”. Peccato che i fatti dicano altro: davanti a una richiesta di confronto, il Presidente non ha negoziato le condizioni proposte, bensì ha respinto l’invito e ribaltato la responsabilità.

Caro Presidente, è vero, le Istituzioni si rispettano. Il rispetto è anche non utilizzarle come scudo comunicativo per sottrarsi a un confronto richiesto dalla Categoria.

Per l’importanza che il dibattito pubblico riveste per una scelta consapevole alle prossime elezioni del vertice di Categoria, l’auspicio è che il Presidente de Nuccio intenda tornare sui suoi passi, e non sottrarsi al confronto pubblico promosso per il 10 marzo, che vedrà, comunque, la partecipazione dell’altro candidato presidente Claudio Siciliotti.

Per facilitare la decisione, anticipiamo i temi e le domande che intendiamo sottoporre nel dibattito e su cui i Colleghi attendono risposte:

  • Conoscere la ragione per la quale il CNDCEC ha deciso l’aumento dei propri compensi ed emolumenti nonché l’eliminazione dei limiti massimi previsti per l’indennità di assenza dallo studio.

  • Avere chiarimenti sui bilanci preventivi e consuntivi 2024-2025-2026 che registrano perdite economiche nella misura di 8milioni di euro, con il conseguente depauperamento dell’avanzo di gestione che l’ente aveva registrato, sia in seguito ai due commissariamenti, sia al periodo covid.

  • Conoscere le ragioni dell’aumento della quota agli iscritti nella misura di 20 euro.

  • Conoscere quali ragioni di opportunità sono alla base della convocazione dell’Assemblea dei Presidente degli Ordini a poco più di un mese dalle elezioni (in piena campagna elettorale), considerato che dovrà seguire, a breve, da parte del nuovo Consiglio Nazionale la convocazione di una nuova Assemblea per la tradizionale presentazione e approvazione del rendiconto, e considerato che l’organizzazione di ogni riunione comporta costi per almeno 300mila euro.

Ci auguriamo che il Presidente de Nuccio, confermata la sua decisione di non aderire all’incontro del 10 marzo, avverta almeno l’esigenza di dare risposte a queste richieste, quale prova concreta di rispetto e considerazione degli iscritti e della categoria tutta.

Un cordiale saluto.

Marco Cuchel

Presidente ANC

 

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